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La rete permette di scegliere se guardare o meno un video ma la distanza di un clic è ancora troppo poco (soprattutto su Twitter). Se pensiamo che un contenuto possa essere lesivo per qualcuno possiamo semplicemente scegliere di non proporlo. Possiamo permettercelo perchè non siamo dei canali all news, siamo dei punti in una rete, cooperiamo, non siamo isolati. Se non mostro un contenuto è perchè penso che anche i miei pari non siano d’accordo, ma forse ci sarà qualcun altro che lo farà per il motivo opposto: nei social media nessuno è uomo per tutte le stagioni. Ciononostante si può continuare a sostenere le proprie convinzioni. Forse è il momento di iniziare a immaginare un’etica e una deontologia informativa modellata per i social media. La rete ci permette di essere più vicini, di entrare in empatia e quindi di fare distinzioni. È giusto sfruttare questa opportunità per ottenere un’informazione più efficace e coinvolgente, ma più umana.

