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Per me quel fondo di verità è riassumibile nella considerazione che esiste un significativo numero di italiani (molto più vasto di quello che si poteva immaginare), soprattutto fra i giovani, che leggono o tengono un blog ed hanno un profilo su un sito di social network.
Questo implica che la stragrande maggioranza dei blogger (cioè delle persone che tengono un blog) rappresentano un universo largamente inesplorato che non può essere in alcun modo ricondotto al gruppo dei blogger più noti (che possiamo far coincidere a spanne con quelli iscritti a Blogbabel e sono dunque qualche migliaio). Non solo. Quando si pensa a cosa sia un blog e alle motivazioni che spingono ad aprirne uno bisognerebbe guardare a chi “spulcia il livespace pieno di farfalline della compagna di classe” (per citare un commento del post di Mantellini) e non solo al piccolo sotto insieme che è più visibile ma numericamente molto meno rappresentativo. Sono sicuro che scopriremmo universi completamente diversi ed in qualche modo incommensurabili.
Fatto sta che questa massa di persone (prevalentemente giovani, che hanno come pubblico di riferimento il loro gruppo di amici e se ricevono troppa attenzione su un post la considerano quasi un’intrusione nella loro privacy più che un evento da festeggiare) esiste al di là della visibilità che possa avere o desiderare.
Questo significa che anche quando ragioniamo sull’impatto della parte abitata della rete in Italia dovremmo guardare con una certa attenzione (molto più di quanto sia stato fatto fino ad ora) a questa parte sommersa dell’iceberg.
Se non lo facciamo un giorno non molto lontano potremmo sveglairci e scoprire con sgomento che i marziani della parte abitata della rete siamo proprio noi adulti in cerca di visibilità e iscritti a Blogbabel :)

