Sei anni di cattedra alla scuola media, a tutti quanti, a correggere i temi dei madrelingua pakistani, e poi vi passa la voglia di correggere i puntini. - Leonardo Blogspot
Solo che il blog richiede, per sua stessa natura, non solo una minima abilità comunicativa da parte dello scrivente – che deve scrivere un contenuto almeno in parte originale, per invogliare i passanti a leggere il suo blog – ma anche una dose di dedizione, di costanza e di “mestiere” per fideizzare il giro di lettori. Doti che in Italia sono rarissime, ad ogni livello, a causa di una impostazione culturale che ha sempre ritenuto il saper scrivere ed il saper comunicare in senso lato una sorta di abilità innata dell’individuo, che uno ha o non ha a prescindere: qualcosa di simile alla fiammella dello Spirito Santo scesa sugli apostoli, non il risultato dell’apprendimento di specifiche tecniche che sono alla portata di tutti.
Buona fine (dell’anno) a tutti, senza distinzioni tra chi mi legge ed ha letto fin qui e tra chi non mi legge, tra chi dice di non leggermi e poi mi legge spiando dal buco della serratura e tra chi dice di leggermi e poi non sa di che parlo veramente. Buona fine (dell’anno) a tutti, belli e brutti. Per tutto il resto c’è il defollow.
non so, ma a naso direi che si tratta di catep0l, senza sapere di cosa stiate parlando :D
Vi lascio gli auguri sin da ora rimarranno qualche giorno tutti i giorni qui in cima qui sul collettore della mia vita digitale si diffonderanno per il web 2.0 con ogni mezzo rimbalzeranno, spero vi giungano in ogni casa, in ogni famiglia.
Non essendo una blogger tecnica nè occupandomi di SEO, non sta a me spiegarvi come e perchè vengano proposti prodotti in prova ad alcuni blogger e non ad altri… sicuramente è qualcosa che riguarda il numero dei lettori, la possibilità di arrivare sul blog e sul post che parla del prodotto da parte di chi cerca nei motori di ricerca…cose così.
Questo sarà di fatto il primo Natale massicciamente 2.0. Pensa a Facebook il giorno di Natale. L’inferno. Roba da far rimpiangere gli sms degli anni scorsi, quelli standardizzati e senza firma mandati da numeri sconosciuti all’intera rubrica compreso te – quelli che ti interroghi sulla qualità delle tue conoscenze
anche per Twitter vale la regola 1-10-100. Un utente produce contenuti originali, 10 commentano/partecipano alla conversazione che ne nasce e 90 seguono solamente. Il 90% delle persone segue (democraticamente parlando) un ristrettissimo gruppo di persone e, di conseguenza, ne viene influenzato. Non contribuiscono, non si fanno domande, non criticano o aggiungono valore anche semplicemente pubblicando esperienze personali. Seguono….
a te ti vedono anche sulla Luna. “Niente filtri per Catepol”, è scritto a titoli cubitali anche in piazza Tiananmen - l’Ego di Gigi
Eppure quando ho aperto questo sito non pensavo che sarei rimasto per sempre così, un simpatico blogger a vita. Nemmeno prevedevo l’epica guerra tra bande che sarebbe cominciata qualche mese più tardi, blogger contro giornalisti. Pensavo che scrivere un poco quasi tutti giorni mi avrebbe aiutato a diventare più bravo e che prima o poi avrei fatto un salto di qualità che forse invece non mi è mai riuscito. Più che avvicinarmi al giornalismo, forse è stato il giornalismo negli ultimi anni ad accostarsi a gente come me, dai modi un po’ rudi e incolti, indiròc.
se Tartaglia non fosse «vicino ad ambienti del social network» (sic), se non ci fosse così tanta gente iscritta ai blog (eh?), se non si avvertisse tutta questa violenza su Facebook (si sa che la Pet Society è piena di latitanti), allora forse vivremmo tutti più tranquilli. Se quel salotto è il Paese Reale, mandatelo tutte le sere in prime time. È come quel Duomo in miniatura, ultima fregola di Vespa: «così bello, eppure così pericoloso».
A furia di dare del tu a reti sociali, iPhone, Google e compagnia bella, forse non stai affatto partecipando alla costruzione di un mondo migliore.
Mi piace perché è una piccola tradizione; quando è nato un blog lo avevamo in cento, adesso siamo ancora in cento perché tutti gli altri sono passati ai socialcosi. Siamo quelli che scrivono più di 140 caratteri, e sembriamo una setta di massoni ottocenteschi: insomma, siamo diventati vintage in sei anni.